Archivi del giorno: 11 dicembre 2012

Esplosivi ed Esplodenti, conclusioni di una consulenza tecnica.

L’art. 2 della L. n. 895 del 1967 punisce con la reclusione la detenzione illegale, a qualsiasi titolo, di esplosivi (oltre ad armi, parti di esse ed agenti chimici aggressivi).
Ben più lieve è invece la sanzione prevista dall’art. 678 c.p. per la detenzione il deposito o la vendita, senza la licenza dell’Autorità o senza le prescritte cautele, di materie esplodenti o sostanze destinate alla composizione o alla fabbricazione di esse, e consiste nell’arresto. L’applicazione di una fattispecie piuttosto che dell’altra si fonda sulla distinzione concettuale tra “esplosivi” e “materie esplodenti” introdotta dalla legislazione per il controllo delle armi.
E’ importante precisare, pertanto, che rientrano fra gli “esplosivi” quelle sostanze che, per quantità e qualità, sono caratterizzate da elevata potenzialità distruttiva, equiparabile a quella delle armi da guerra, le quali, per la loro micidialità, sono idonee a provocare un’esplosione con rilevante effetto distruttivo. Rientrano invece tra le “materie esplodenti” di cui all’art. 678 c.p. tutte quelle sostanze prive di potenzialità micidiale sia per la struttura chimica, sia per le modalità di fabbricazione, come quelle impiegate nei fuochi di artificio. Riguardo a ciò, quindi, diventa difficile mettere sullo stesso piano chi detiene ed impiega esplosivi come il TRITOLO o la DINAMITE e chi, invece, vende, impiega o detiene prodotti o manufatti esplodenti quali CASTAGNOLE, TRACCHI, BENGALA; STELLE COLORATE, BOTTI, ecc. poiché questi ultimi non potranno ascriversi tra i cosiddetti esplosivi o congegni micidiali, atteso che la loro destinazione non è quella di provocare effetti distruttivi, bensì suoni, colori luci, ecc. Pur tuttavia, quando la detenzione di materiali esplosivi eccede di gran lunga i limiti consentiti dalla licenza, e per quantità, qualità, ubicazione e concentrazione in un unico posto essi rappresentano un elevato potenziale distruttivo, deve essere applicata la normativa relativa all’illegale detenzione di esplosivi di cui alla Legge n. 895 del 1967 in quanto risulta in tal senso integrato il requisito della micidialità.
Nel caso in trattazione, il C.T.U. ha potuto constatare che tra gli artifici pirotecnici sequestrati al nominato, ve ne sono numerosi classificati di IV categoria, regolarmente omologati e identificabili poiché provvisti di apposita etichettatura, mentre una restante parte risulta invece di fattura artigianale priva, cioè, di ogni elemento identificativo (per il quale il C.T.U. ha riferito con apposita relazione tecnica). Ad ogni modo, lo scrivente ritiene che la “micidialità” dei manufatti in esame è da escludere per la non rilevante quantità netta di sostanza esplodente. L’accumulo di tali prodotti, nella condizione e quantità osservata, puo’ ritenersi pericolosa solo per le persone o cose presenti nel locale di deposito, o nelle immediate vicinanze, non potendosi generare fenomeni distruttivi a carico di importanti strutture murarie o cose di una certa consistenza. Tale fenomeno, come già detto, caratterizza invece tutti gli esplosivi veri e propri cosiddetti “detonanti” o “micidiali” quali non sono le materie ed i prodotti esplodenti di natura pirica in trattazione. Il C.T.U.
Paolo Cutolo


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